DEBUTTA BUBALA, BIRRA CON SIERO DI LATTE DI BUFALA

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Novità nel mondo brassicolo italiano: è nata Bubala, la prima birra al mondo con siero di latte derivante dalla lavorazione della Mozzarella di Bufala Campana Dop.

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L’etichetta, opera del birrificio casertano White Tree Brewing dei fratelli Fabio e Sergio Landolfi, appartiene allo stile Milk Stout, ossia birra scura ad alta fermentazione con aggiunta di lattosio. Per Bubala si è sfruttato il lattosio naturalmente presente nel siero di latte di bufala campana proveniente da caseifici aderenti al Consorzio di Tutela.

Lunedì 12 giugno si è svolta la presentazione di Bubala nella sede del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop presso le Cavallerizze della Reggia di Caserta.

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A raccontare la genesi e lo sviluppo della Milk Stout casertana, il giornalista enogastronomico Carlo Scatozza, il mastro birraio Sergio Landolfi, il responsabile delle relazioni esterne del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop Gennaro Testa e il sommelier Alessandro Schiavone.

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Carlo Scatozza, Sergio Landolfi, Alessandro Schiavone e Gennaro Testa


Landolfi ha illustrato il progetto Agrimemorie da Spillare di White Tree, che contempla la realizzazione di tre birre: Bubala, Liburia, Golden Ale alla canapa 100% campana (già in produzione), e Antiqua, American Wheat a base di grani antichi della Campania (ancora in progress).
Un’iniziativa nata dal desiderio di legare la birra al territorio in cui viene prodotta e dall’intento di valorizzare la nostra regione.

Si è puntato sulla bufala in quanto tipicità della città di Caserta. L’utilizzo del latte sarebbe stato troppo complicato per via dell’alto tenore di grasso, e perciò si è scelto il siero prelevato subito dopo la produzione della cagliata. Ma non un siero qualsiasi, bensì quello derivato da caseifici inseriti nel circuito di controllo Dop, per essere ancora più collegati al territorio e alle sue eccellenze.

Nel siero è presente una percentuale di lattosio che non viene attaccata dai lieviti nella fase di fermentazione della birra. Questo fa sì che il lattosio resti nel prodotto finito, addolcendo la birra, che beneficia inoltre della nota sapida del latte di bufala.
Al momento il siero viene utilizzato in sostituzione di una parte dell’acqua di produzione della birra, ma l’auspicio di Landolfi è quello di riuscire ad arrivare a estrarne del lievito, da utilizzare poi per la fermentazione della birra stessa.

Il tono leggermente dolce del lattosio dà piacevolezza e lunghezza alla bevuta.

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Sergio e Fabio Landolfi servono Bubala

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Gustate in abbinamento, Bubala e la Mozzarella di Bufala Campana Dop si esaltano a vicenda.
Ma Bubala è ideale anche accostata a carni alla brace e a cioccolato fondente.

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Alla presentazione è intervenuto anche il pizzaiolo casertano Francesco Martucci, grande sostenitore della sua terra, che ha sposato il progetto di White Tree adottandone le birre per la sua pizzeria I Masanielli.

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Francesco Martucci, Carlo Scatozza, Sergio Landolfi e Alessandro Schiavone


Pur essendo un’azienda brassicola giovane, White Tree Brewing ha già iniziando a raccogliere riconoscimenti. Nel 2016 si è classificata al primo posto al Premio Cerevisia nella sezione Beer Firm (ovvero le aziende che realizzano le proprie birre, su propria ricetta, ma su impianti di terzi) con la birra alla segale Easy Rye.

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Occhio a questi ragazzi, sentiremo sicuramente parlare ancora di loro.  


White Tree Brewing
Via A. Niccolini, 9 – Caserta
tel. 347/3127980 – 339/3148506
www.whitetree.it

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