DELITTO AL PEPE ROSA

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Tempo fa, qui su All’assaggio ho rivelato il mio amore per la Germania e per la lingua tedesca.
Un idioma dal fascino non immediato, di una musicalità non evidente ai più, ma che a un orecchio attento suona melodioso e ricco di sfumature. Io ne sono ammaliata da sempre, al punto da averlo voluto fortemente imparare, incurante dei vari commenti poco lusinghieri dei conoscenti (“Ha un suono duro”, “A cosa ti serve?”, “Preferisco il francese/lo spagnolo” e cose simili).

Ho frequentato il Goethe Institut di Napoli nel periodo in cui era ubicato alla Riviera di Chiaia, e sono stata felice di visitare la nuova sede, all’interno dello storico Palazzo Sessa in Via Santa Maria a Cappella Vecchia, in occasione dell’aperitivo-presentazione di lunedì 18 maggio facente parte della rassegna Wine&Thecity (di cui abbiamo parlato qui).

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Il centro culturale tedesco ha infatti ospitato, in anteprima nazionale, la scrittrice Brigitte Glaser e il suo libro Delitto al pepe rosa; il primo di una serie di gialli culinari, editi da Emons, aventi come protagonista la cuoca-investigatrice Katharina Schweitzer, che lavora nel miglior ristorante di Colonia ed è assistita nelle sue imprese dalla coinquilina ex-ostetrica Adela.
Il titolo originale dell’opera, Leichenschmaus, la cui traduzione in italiano è “banchetto funebre”, la dice lunga sull’ambientazione e sul tema gastronomico.
Forse non vi ho ancora raccontato che un’altra delle mie passioni è il romanzo poliziesco, e così nel volume ho trovato tre dei miei amori in un colpo solo: l’ambientazione tedesca, il “giallo” e la gastronomia.
A discutere del libro insieme all’autrice, Maria Carmen Morese, direttrice del Goethe Institut di Napoli, e Viktoria von Schirach, direttrice editoriale Emons Edizioni.

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Brigitte Glaser, Maria Carmen Morese e Viktoria von Schirach


Quando si parla di giallo tedesco, il pensiero corre subito all’ispettore Derrick, o, al massimo, al commissario Rex (nel cui caso, pur se ambientato a Vienna, si tende mentalmente a unificare per ceppo linguistico piuttosto che per nazionalità). Quella della cuoca detective è perciò una novità per il thriller made in Germany.
Sebbene la prima avventura di Katharina Schweitzer sia datata 2003, è arrivata in Italia solo nel 2015 grazie alla casa editrice Emons, che ha ritenuto i tempi maturi per proporre gialli di matrice tedesca dopo la positiva ondata scandinava. E la scelta di Napoli per il lancio non è stata casuale, bensì altamente simbolica, dato che Palazzo Sessa ospita anche la Sinagoga della comunità ebraica napoletana.
La Glaser, donna minuta, ha voluto una protagonista molto alta, per poter provare – almeno nella finzione – la sensazione di guardare gli altri dall’alto verso il basso. Amante della cucina, ha svolto numerose ricerche per documentarsi sulla struttura e sui compiti delle brigate dei ristoranti di haute cuisine.
In appendice al volume c’è un glossario dei ruoli delle brigate e alcune ricette a base di patate, l’ingrediente principe della cucina del cuoco Spielmann, capo di Katharina.

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Brigitte Glaser


La presentazione è stata accompagnata da un aperitivo a cura dell’azienda vinicola Giacomo Ascione, produttrice di Lacryma Christi del Vesuvio Dop Vigna delle Ginestre in versione bianco (Coda di Volpe/Caprettone 90% e Falanghina 10%) e rosso (Piedirosso 90% e Aglianico 10%). Per ulteriori informazioni, il sito è www.vignadelleginestre.it.
Ogni circostanza è favorevole per nuove scoperte :-)

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Il “brivido” ha avuto un prosieguo in serata, presso il ristorante Veritas, con una cena ispirata alle ricette contenute nel romanzo.

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Brigitte Glaser – Delitto al pepe rosa, Emons

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