LE STAGIONI DEI PRESÌDI: IL CONCIATO ROMANO

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Su queste pagine abbiamo analizzato più volte i temi della territorialità e delle produzioni locali, e abbiamo illustrato ampiamente il patrimonio enogastronomico della Campania.

Ieri ho avuto modo di entrare in contatto con un prodotto davvero particolare, per l’esattezza un formaggio: il Conciato Romano.

L’evento che mi ha dato questa possibilità è stato il primo di una serie di incontri organizzati dall’associazione Slow Food Campania, una rassegna dal titolo Le stagioni dei Presidi, che ha avuto luogo a Napoli presso la libreria Feltrinelli di via Santa Caterina a Chiaia.

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L’appuntamento ha visto la partecipazione di esponenti di vari settori.
Vito Trotta, responsabile dei Presìdi Slow Food Campania e Basilicata (dei quali abbiamo parlato qui), ha coordinato gli interventi degli altri ospiti: il professor Giuseppe Guadagno, docente di Storia Romana ed Epigrafia Latina presso l’Università degli studi di Salerno; il produttore caseario Manuel Lombardi; il fiduciario Slow Food della Condotta Volturno Nicola Sorbo, e, in rappresentanza dell’Azienda Vinicola Villa Matilde, Maria Ida Avallone.

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I relatori hanno delineato – ciascuno secondo il proprio ambito di competenze – le caratteristiche storiche e ambientali del territorio casertano, contraddistinto da boschi e pascoli, nel quale la pastorizia qualificata e l’allevamento hanno sempre giocato un ruolo significativo.

La famiglia Lombardi è produttrice del conciato romano (o caso conzato), unico presidio Slow Food della provincia di Caserta. È un formaggio a latte crudo dal sapore molto intenso, prodotto con una tecnica impegnativa antica di secoli, che richiede tempi lunghi e una stagionatura in anfore di terracotta.
Il giovane casaro Manuel Lombardi ha sottolineato la volontà della sua famiglia di restare nel casertano e di rappresentare il territorio grazie alla propria attività e i propri prodotti.

Anche Maria Ida Avallone ha raccontato la bellissima storia della sua famiglia, in special modo la tenacia con la quale suo padre ha deciso di riportare in produzione un vino storico, il Falerno (le cui piante erano state decimate dal parassita filossera), che gli ha consentito di individuare dopo ben 15 anni le piante sopravvissute nell’Ager Falernus (zona situata alle pendici del Monte Massico). È stato quindi il primo dopo anni a produrre il Falerno in quell’area, nel 1974.

Un’altra bella storia di territorio e di prodotti è quella che ci ha regalato il giovanissimo Carmine Bonacci, ventenne di Giano Vetusto, intenzionato ad avviare un’attività di allevamento caprino, seppure con una serie di ostacoli burocratici da superare.

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Carmine Bonacci


A seguire, ci sono state le degustazioni, ovviamente di impronta casertana: il conciato romano dell’Azienda Agrituristica Le campestre della famiglia Lombardi, e il Falerno di Villa Matilde della famiglia Avallone.

Aspettiamo fiduciosi i prossimi appuntamenti!

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Manuel Lombardi

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Azienda Agrituristica Le Campestre
Via Strangolagalli, 4 – Castel di Sasso, Caserta
tel. 0823/878277
 
Azienda Vinicola Villa Matilde
S.S. Domitiana, 18 – Cellole, Caserta
tel. 0823/932088
 
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