ALL’ASSAGGIO DI… TOKYO

Tokyo
Non è facile esprimere il senso di stupore continuo che si prova per le strade di Tokyo! Sembra veramente di stare su un altro pianeta. Luci e monitor dappertutto, scritte per noi incomprensibili, insegne e cartelloni a fumetti, persone vestite in modo insolito per i canoni occidentali, vetrine che espongono ogni genere di merce (e quando dico ogni genere intendo proprio dire OGNI genere)… un insieme tremendamente affascinante!!!

Certo, bisogna essere dotati di ottimo spirito di iniziativa, perché i giapponesi sono sì gentilissimi, ma parlano pochissimo l’inglese; ma niente panico, basta lanciarsi e vivere il tutto con intraprendenza ed entusiasmo.

Prendiamo ad esempio il basilare problema della sopravvivenza alimentare.
La principale fonte di approvvigionamento per turisti e giapponesi stessi sono i convenience stores o konbini; si tratta di esercizi più o meno grandi, disseminati un po’ ovunque, che vendono i principali beni di prima necessità. Ebbene, i prodotti nella quasi totalità dei casi sono scritti esclusivamente in lingua giapponese… potete immaginare quindi che non sia facile capire cosa ci sia dentro!!! Dopo un iniziale momento di smarrimento, ho iniziato a vivere il momento della scelta del cibo come un gioco: ogni giorno una sorpresa! Arraffavo quasi a caso onigiri (una sorta di “polpette” di riso, quasi sempre triangolari), snack dolci e salati, per poi scoprire solo dopo l’assaggio di cosa fossero fatti (ma anche no!!!).
I fans di Harry Potter sicuramente ricorderanno le caramelle Tuttigusti+1; potremmo quasi dire che in Giappone vale lo stesso principio. Gli snack giapponesi sono i più svariati e i più strambi possibili e immaginabili. Certo, se amate i sapori più tradizionali potreste non essere così soddisfatti… ma se siete curiosi come me, il divertimento è assicurato!

Onigiri

Onigiri in vendita in un konbini

dolcetti

Dolcetti giapponesi


Un’altra fonte di sorpresa continua sono i distributori automatici di bibite. Ce ne sono a centinaia, ed è stato per me uno spasso poter scegliere tra bottiglie e lattine multicolori, tantissimi tipi di tè e altre bevande…

In questo blog lo abbiamo ripetuto in diverse occasioni: quando si parla di cucina internazionale, ciò che salta alla mente sono gli stereotipi più diffusi. Pertanto è quasi immediato rappresentare la cucina etnica con un’equazione. L’esempio classico è Cucina giapponese=sushi!
Quasi certamente i frequentatori abituali dei ristoranti giapponesi sanno bene che non è così, e che ci si trova invece di fronte a una gastronomia assai eterogenea e articolata. Inoltre, ciò che differenzia in modo sostanziale la cucina giapponese da quella di altre culture è che l’estetica ha un’importanza fondamentale, al pari del gusto.

Avete mai sentito parlare di Bento? È già da un po’ che sul web c’è un gran proliferare di siti dedicati al pranzo da asporto giapponese, graziosamente confezionato in appositi contenitori, spesso decorati e carinissimi.
Anche io faccio parte della schiera di appassionati di quest’arte e di tutti gli accessori ad essa collegati, e in effetti è stata proprio questa passione che mi ha poi dato la spinta definitiva per affrontare il lungo viaggio verso il paese del Sol Levante.

Loft

Scatole da bento, o Bentobako


L’arte del bento è un modo divertente ed anche salutare di impacchettare il cibo da consumare fuori casa. La base è composta generalmente da riso bianco cotto al vapore; per prepararlo, i giapponesi utilizzano un’apposita rice cooker un elettrodomestico reperibile anche qui in Italia – che è presente in tutte le case nipponiche. Nella sala della colazione del mio hotel di Tokyo ce ne era una enorme, dalla quale ciascuno poteva prelevare la sua razione di riso, da condire poi con vari ingredienti.
Solitamente il bento viene preparato a casa, ma se ne trovano di già pronti in vendita, nei reparti food dei grandi magazzini ma soprattutto nelle stazioni. Infatti, durante i viaggi in treno mangiano tutti! Ed anche io ovviamente ho seguito questa usanza, nel corso del viaggio superveloce tra Tokyo e Kyoto. I bento venduti nelle stazioni ferroviarie si chiamano Ekiben.

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Bento nei grandi magazzini Mitsukoshi

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Ekiben in vendita nella stazione di Tokyo

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Il mio Ekiben (chiuso) accompagnato da un Dorayaki

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Il mio Ekiben (aperto) durante il viaggio da Tokyo a Kyoto


E non mi sono fatta mancare un bento neanche in città; l’ho consumato in un momento di sosta nel parco di Ueno, accompagnata da un sottofondo sonoro quasi assordante di vociare di insetti!!!

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Bento acquistato a Ginza e mangiato nel parco di Ueno


Nel quartiere di Ueno c’è un interessante mercato di prodotti alimentari; ho notato alcune curiosità, tra le quali fette di melone vendute sugli stick a mo’ di lecca lecca!

Al di là delle particolarità (e ce ne sono tante!), possiamo indicare i piatti più comuni della cucina giapponese e cioè la Tempura (pesce e verdure in pastella, fritti); la Zuppa di Miso (pasta di soia fermentata); l’Okonomiyaki (la “pizza” giapponese, anche se è più simile a una omelette); gli Yakitori (spiedini di pollo); il Tofu (formaggio di soia); Soba e Udon (due diverse tipologie di spaghetti, da preparare in tanti modi diversi); il Ramen (pietanza a base di brodo con tagliatelle, carne e verdure); i Mochi (dolcetti di riso glutinoso); i Dorayaki (pancakes sovrapposti e farciti, spesso con marmellata di fagioli azuki); i già citati Onigiri, oltre ovviamente ai conosciutissimi Sushi e Sashimi.

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Ristorante nel distretto di Ginza

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Chef che prepara un Okonomiyaki

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Okonomiyaki

Yakisoba

Yakisoba

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Chiosco di Senbei (Crackers di riso)

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Negozio di Tempura

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Negozio di Dango (Gnocchi dolci)


Una nota singolare: spesso in Giappone i ristoranti espongono delle esatte riproduzioni tridimensionali dei piatti proposti! E sottolineo esatte!

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Riproduzioni di cibo


A Tokyo vengono vendute in una strada ben determinata, Kappabashi, dove sono raggruppati i negozi che si occupano di materiale da cucina e forniture per ristoranti.

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Kappabashi


Il discorso sulla cucina nipponica è lunghissimo, pertanto richiede un ulteriore approfondimento… il seguito alla prossima puntata!

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4 Responses

  1. Milady scrive:

    che bello questo tuffo nel Sol Levante. documentato esaurientemente, come sempre.Sei Terribile, nel senso positivo, ovvio!

  2. Claudio scrive:

    beati voi che ci siete stati in giappone XD

  3. Dysnaenia scrive:

    Che INVIDIA! Hehehehe! Non vedo l’ora di leggere anche di Kyoto allora! E tutte queste immagini di cibo mi han fatto venire fame… Yum.

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