STREGA ALBERTI DAL 1860

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Sono pochi i brand così fortemente caratterizzati come Strega Alberti: il design, il logo e il colore del packaging riconoscibilissimi, unitamente alla comunicazione pubblicitaria iconica, fanno dell’azienda un vero e proprio modello di stile.
Non solo. Centocinquantasei anni di storia, la stessa famiglia alla guida da sei generazioni, la qualità e il gusto inconfondibile completano il quadro di questo esempio virtuoso. Insomma, sono tanti i dettagli che rendono unici questa impresa e il suo marchio.

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Il press tour del 10 novembre che ci ha consentito di visitare la sede storica di Strega Alberti a Benevento ha svelato ulteriori particolari della storia aziendale (e della Storia).

Lo stabile include, oltre alle aree di lavorazione, una parte espositiva, una vera peculiarità per una struttura produttiva.
All’entrata, si possono ammirare i bellissimi manifesti realizzati da artisti quali Fortunato Depero e Marcello Dudovich, materiale vario relativo al Premio Strega (uno dei più prestigiosi concorsi letterari italiani, istituito dall’azienda nel 1946), una lunghissima teca che esibisce alcune delle numerose imitazioni del Liquore Strega (a oggi se ne contano oltre 450) e il busto del fondatore, Giuseppe Alberti, danneggiato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

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Commerciante di vini e figlio del cioccolatiere napoletano Carmine Vincenzo Alberti (incarcerato durante il regno dei Borbone per le sue idee liberali e trasferitosi poi a Benevento una volta rilasciato), Giuseppe diede l’avvio alla produzione del Liquore Strega nel 1860. Subito dopo acquistò l’area presso la stazione ferroviaria dove venne edificato lo stabilimento industriale che permane a tutt’oggi.

Nel cortile dell’azienda sorge un noce, a imperituro ricordo delle leggendarie streghe di Benevento che erano solite riunirsi, appunto, intorno a questo tipo di albero, al quale erano attribuiti poteri magici.

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Il noce nel cortile dell’azienda


A fare da ciceroni durante la visita, i due attuali leader, Giuseppe D’Avino, Presidente e Amministratore Delegato, figlio dell’ultima portatrice del cognome Alberti, e Antonio Savarese, Vicepresidente.

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Antonio Savarese e Giuseppe D’Avino


I due manager (nonché cugini tra loro) ci hanno mostrato le attrezzature produttive del passato custodite nelle splendide sale-museo e ci hanno descritto le tre caratteristiche fondamentali che contraddistinguono il mitico Liquore Strega.

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In primis, le materie prime, tutte naturali. Oltre 70 tra erbe e spezie, di provenienza italiana e straniera, le cui proporzioni sono assolutamente segrete.

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Ci sono le tre spezie più care del mondo – zafferano, vaniglia e cardamomo -, oltre a cumino, genziana, bucce d’arancia, mirra, assenzio, radice di ireos… Il quid in più è dato da una peculiare menta selvatica, un’erba spontanea che cresce nella provincia di Benevento, della quale occorre fare scorte abbondanti affinché se ne abbia sempre a sufficienza. Nonostante i tentativi fatti, è una tipologia di cui non si riesce ad ottenere una coltivazione: deve essere recuperata direttamente in natura.
Le montagne beneventane abbondano inoltre di ginepro, con il quale, subito dopo la guerra, si produceva gin per gli americani.

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Scorte di menta selvatica


Stupenda la cassettiera-speziera, i cui contenitori numerati sono disposti in ordine sparso: un piccolo trucco per mantenere segreta la ricetta.

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La cassettiera che custodisce le spezie


Le spezie vengono molite separatamente (ad esempio, il ginepro è molto oleoso, perciò sporcherebbe le altre varietà) e ripartite in alcuni mix.

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Ginepro molito


Il secondo tratto distintivo del Liquore Strega è il metodo di estrazione, ovvero la distillazione, che avviene grazie ad alambicchi discontinui alimentati a vapore.

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I tre diversi distillati ottenuti dalle spezie macerate vengono poi riuniti attraverso il blending, a cui si aggiunge dello sciroppo di zucchero. A questo punto il liquore è ancora incolore.

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Il passaggio finale consiste nell’immettere una tintura di zafferano (sardo e iraniano) per dare all’elisir la sua tipica e radiosa colorazione giallo oro. Nessun colorante artificiale è aggiunto; a riprova di ciò, basta osservare che col tempo il colore tende a schiarire.

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Zafferano e tintura di zafferano


Il terzo e ultimo elemento caratterizzante dello Strega è l’invecchiamento in legno: minimo 6 mesi in tini di rovere e frassino prima di andare in bottiglia.

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Lo stampo originale della bottiglia di Liquore Strega


La produzione dolciaria di cioccolato e torrone è invece nata nel dopoguerra.

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Oggi l’azienda realizza un vasto assortimento di specialità dolciarie, che comprende, tra le tante, le Magie (cioccolatini farciti con ganache), i Goccioloni (cioccolatini ripieni di liquore, realizzati mediante una lunga lavorazione manuale), i Croccantini (barrette di croccante di nocciole tritate, ricoperte di cioccolato) e le nuove proposte: il Torrone Tenero, i Cremini e la Pralineria Nuda.
Il cioccolato utilizzato per tutte le creazioni, dalle praline ai torroncini, è di produzione propria.

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Il mastro torronaio Gianluca

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Torrone

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Le Magie

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L’interno dei Goccioloni

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Goccioloni

 


Una storia secolare, un marchio autorevole, negozi monomarca in crescita e una shopping experience sempre più coinvolgente grazie alla possibilità di personalizzare i propri acquisti con confezioni originali, come latte e scatole: la tradizione di un’eccellenza campana sempre più protesa verso il futuro.

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Strega Alberti Benevento S.p.A.
Piazza Vittoria Colonna, 8 – Benevento
tel. 0824/54292
www.strega.it

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