VULCANIA NAPOLI 2012

 

Vulcania, l’evento che riunisce i vini bianchi da suoli vulcanici di diverse zone d’Italia, per la sua quinta edizione è giunto per la prima volta a Napoli, provincia che comprende ben tre importanti aree vinicole vulcaniche: Campi Flegrei, Ischia e Vesuvio.

Venerdì 23 novembre i saloni della Camera di Commercio di Napoli hanno ospitato il convegno – moderato dal giornalista enogastronomico Antonio Paolini – che ha visto la presenza di eminenti relatori.
 
Maurizio Maddaloni
 
Dopo i saluti del presidente della Cciaa Maurizio Maddaloni, del presidente di Agripromos Pasquale Russo e del presidente del Consorzio di tutela dei vini dei Campi Flegrei Michele Farro, che hanno sottolineato l’esigenza di puntare a produzioni di qualità per essere competitivi sul mercato, il simposio è entrato nel vivo con un erudito intervento del professor Attilio Scienza, ordinario di Viticoltura presso l’Università di Milano, avente come tema “Il potere del Mito. Simboli e vini di Vulcania”. Una scelta dettata dalla motivazione che nei terreni vulcanici il mito persiste più che in altri luoghi. Il professore ha analizzato l’elemento “Vulcano” attraverso la storia e ha proposto una chiave interpretativa dei territori vulcanici secondo gli archetipi di Jung.

Grazie al professor Fabio Terribile, ordinario di Pedologia presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli studi di Napoli, i presenti hanno potuto toccare con mano alcuni campioni di diversi suoli vulcanici di tutta Italia.

 
Fabio Terribile
 
Antonella Monaco, ampelografa del centro MUSA dell’Università di Napoli, ha illustrato le più comuni varietà di viti in Campania, dalla Falanghina al Piedirosso, ed ha rivelato come la zona flegrea sia stata impoverita dalla ricchezza dei suoi vigneti a causa di scelte che hanno favorito la frutticoltura.

 
Michele Farro e Daniela Nugnes
 
Successivamente al contributo del consigliere regionale della Campania con delega all’agricoltura Daniela Nugnes, si è passati alla fase tecnica, con la degustazione di vini di origine vulcanica curata dall’Associazione Italiana Sommelier di Napoli.

 
 
Sei vini campani – degustati in forma anonima – provenienti dalle tre aree vulcaniche della regione sono stati descritti dagli enologi di rispettiva provenienza territoriale: Gerardo Vernazzaro per i Campi Flegrei, Andrea D’Ambra per l’Isola d’Ischia e Sergio Romano per il Vesuvio.

 
Antonio Paolini e Gerardo Vernazzaro
 
Falanghina, Biancolella e Coda di Volpe le tipologie in assaggio. Vernazzaro ha individuato nella salinità l’elemento comune alle diverse coltivazioni dei Campi Flegrei, e ha esortato a “fare viticoltura eroica, rubando terreno alla cementificazione”. 

 
 
Il professor Scienza e l’enologo del Consorzio di Soave Giovanni Ponchia hanno introdotto il progetto audiovisivo “I Vini del Vulcano” del regista Gianfranco Pannone e poi coordinato la degustazione dei restanti sei vini vulcanici italiani (presentati di volta in volta da produttori e presidenti di consorzio): i veneti Lessini Duello, Gambellara, Moscato dei Colli Euganei e Soave Classico, il toscano Bianco di Pitigliano e il siciliano Etna bianco. 

 
 
I vini delle aree vulcaniche devono le loro caratteristiche peculiari ai terreni di provenienza: l’amaro, che è dato dal potassio, e la grande sapidità, dovuta non al sodio ma a descrittori chimici.

Quasi tutti i dodici vini assaggiati nel corso dell’evento non sono passati attraverso botti di legno, il che ha consentito di assaporare “i vitigni stessi” senza sovrapposizioni.

Con Vulcania, la grande sinergia italiana che riunisce i prodotti di origine vulcanica, si auspica una sempre maggiore conoscenza e ricerca verso territori e ambienti vulcanici, mediante progetti di studio sistematici e iniziative ricorrenti.
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